Come organizzare la sessione d'esami senza arrivare al panico

La sessione va storta quasi sempre allo stesso modo. A dicembre decidi che stavolta ti organizzi. A metà gennaio hai riassunti bellissimi della materia che già ti piaceva. E tre giorni prima ti accorgi che l'esame da 12 CFU, quello che pesa davvero sulla media, ha un programma di cui non hai letto metà.

Raramente è un problema di volontà. È un problema di ordine, e in Italia è anche un problema di calendario: la sessione ha più appelli, e decidere a quale presentarsi è una scelta strategica quanto il metodo di studio. Vale la pena farla in anticipo, e per iscritto.

Primo passo: mappare gli appelli, non solo gli esami

Apri il portale della didattica e la scheda di ogni insegnamento e compila una sola tabella. Per ogni esame: tutte le date d'appello della sessione, la modalità, i CFU, il programma effettivo, la scadenza di prenotazione e il nome del docente.

EsameAppelliCFUModalitàPriorità
Analisi II12/01 e 05/0212Scritto e oraleAlta
Economia aziendale16/01 e 09/029ScrittoMedia
Diritto privato20/01 e 12/029OraleMedia
Inglese23/013IdoneitàBassa

La tabella serve a una decisione che quasi nessuno prende consapevolmente: quale appello scegliere per ciascun esame. Due esami pesanti a quattro giorni di distanza sono un errore di calendario, non di preparazione, e si evita spostando uno dei due al secondo appello.

Controlla anche i vincoli che cambiano tutto: le propedeuticità, il numero massimo di tentativi consentiti in una sessione e le scadenze di prenotazione, che si chiudono spesso una settimana prima e non ammettono ripensamenti.

Secondo passo: stimare il programma con onestà

Conta quello che c'è davvero: capitoli del libro, pagine di dispense, esercitazioni, articoli obbligatori. Stima quanto dura realmente un'unità e moltiplica.

Il totale sarà quasi sempre più grande del tempo disponibile, ed è esattamente l'informazione utile. Se 200 ore di programma incontrano 100 ore disponibili, la domanda non è più come studiare più in fretta, ma cosa lasci fuori di proposito, e quale esame sposti al secondo appello. Deciderlo adesso costa poco. Deciderlo per inerzia il 10 gennaio costa una sessione.

Scrivi anche una frase sincera per ogni esame su ciò che non sai ancora fare. "Non so impostare un integrale doppio senza guardare l'esempio" è utile. "Ripassare Analisi" è una frase scritta da qualcuno che sta evitando Analisi.

Terzo passo: pianificare a ritroso

L'errore classico è pianificare in avanti da oggi sperando che ci stia. Metti prima gli appelli nel calendario, poi risali all'indietro da ciascuno.

Come riferimento: metà del tempo per il primo studio del programma, un terzo per esercizi e simulazioni, il resto per il ripasso negli ultimi giorni. L'esame che dai per primo deve essere pronto per primo, e non è automaticamente quello che ti preoccupa di più.

SettimanaMattinaPomeriggioSera
Sett. 4Analisi: capitoli 1 a 4Economia: capitoli 1 a 3libera
Sett. 3Analisi: capitoli 5 a 8Diritto: schemi degli istitutiripasso attivo, 30 min
Sett. 2Analisi: prova d'esame 2024Economia: esercizimargine
Sett. 1Analisi: errori della simulazioneDiritto: orale a voce altadormire presto

Nota quanto poco c'è scritto in ogni casella. Un blocco con un obiettivo preciso si chiude. Un blocco che dice soltanto "Analisi" viene sostituito dopo quaranta minuti dal telefono.

La simulazione va all'inizio

Quasi tutti tengono le prove d'esame degli anni passati per la fine, "quando avrò studiato tutto". A quel punto non sono più una diagnosi ma un voto. Fanne una nella prima settimana, senza appunti, e correggila con severità. Sarà sgradevole e sarà l'ora meglio spesa della sessione, perché da lì in poi studi mirato invece che uniforme.

Quarto passo: cosa deve contenere un blocco di studio

Rileggere gli appunti dà una piacevole sensazione di competenza e quasi nessuna capacità di recupero. È l'equivalente di guardare qualcun altro che solleva pesi. Ogni blocco deve contenere qualcosa in cui produci tu la risposta senza guardare: un esercizio, un caso, un foglio bianco su cui scrivi ciò che ricordi, oppure una spiegazione ad alta voce.

Per l'orale questo è ancora più vero. L'orale non si prepara leggendo, si prepara parlando: prendi un argomento a caso dal programma e spiegalo per tre minuti senza fermarti. Il punto in cui ti blocchi è esattamente il punto che il docente troverà.

Un blocco che funziona ha questa forma. Dieci minuti di richiamo a memoria della volta precedente. Cinquanta minuti di programma nuovo o esercizi. Quindici minuti per correggere gli errori e annotare perché sono avvenuti. Cinque minuti per scrivere da dove ricomincerai.

Rifiutare il voto: quando ha senso

È una possibilità che esiste quasi solo nel sistema italiano e viene usata male in entrambe le direzioni. Rifiutare un 24 in un esame da 12 CFU quando punti a una media alta può avere senso, se hai davvero un altro appello utile e il tempo per prepararlo meglio.

Rifiutare un voto per orgoglio a marzo, con la sessione estiva già piena, di solito significa portarsi l'esame per un anno. Fai il conto prima: quanto sposta quel voto sulla media ponderata, quanti CFU pesa, e quante ore ti servirebbero davvero per alzarlo di tre punti. Spesso la risposta è che quelle ore rendono di più su un altro esame.

L'ansia da esame, in modo pratico

Buona parte dell'ansia da esame è alimentata dall'incognita: non sapere che cosa verrà chiesto, in quale forma, con quanto tempo. Per questo la simulazione in condizioni reali abbassa l'ansia più di qualsiasi tecnica di respirazione, mentre il ripasso infinito la alza, perché rimanda il momento della verifica.

Tre cose aiutano concretamente. Andare a ricevimento almeno una volta, perché un docente conosciuto fa meno paura di un docente immaginato. Dormire invece di recuperare l'ultima notte, dato che il sonno è la fase in cui quello che hai studiato viene archiviato. E non fare il resoconto dell'esame appena usciti dall'aula: confrontare le risposte di una prova già consegnata non ha alcun vantaggio e ha una comprovata capacità di rovinare i tre giorni successivi.

Se invece l'ansia diventa invalidante, con attacchi di panico o blocchi ripetuti davanti alla commissione, quasi tutti gli atenei italiani hanno uno sportello di ascolto psicologico gratuito. Non serve stare malissimo per prenotare, e a novembre l'attesa è più corta che a gennaio.

In sintesi

  • Tutti gli appelli della sessione in una tabella, con CFU, modalità e scadenze di prenotazione.
  • Scegliere consapevolmente a quale appello presentarsi per ciascun esame.
  • Stimare il programma reale e decidere cosa rinviare.
  • Pianificare a ritroso dal primo appello.
  • Ogni blocco ha un obiettivo preciso, non solo il nome della materia.
  • In ogni blocco produrre qualcosa a memoria, e per l'orale parlare ad alta voce.
  • Prima simulazione nella settimana uno, senza appunti.
  • Un blocco vuoto al giorno e mezza giornata libera a settimana.

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